fantinel lobina violenza di genere

Violenza di genere: non dimentichiamoci di noi – di Alessandra Fantinel

#iorestoacasa# #andratuttobene#: sono gli slogan di questa emergenza sanitaria COVID-19, meglio nota come Coronavirus.

Messaggi che hanno preso forma con la diffusione del virus: il primo coniato per motivare i cittadini e le cittadine a ridurre le uscite, per limitare la pandemia; il secondo ha l’intento di trasmettere positività, ossia che presto questa situazione finirà e ritorneremo alla nostra “normalità”.

Messaggi in linea con le indicazioni date dalla comunità scientifica e con quanto previsto nei decreti del Presidente del Consiglio che ci hanno indotto al “distanziamento sociale”, quale strumento di contenimento del contagio, obbligandoci a ridurre le uscite alle esigenze impellenti e inderogabili. E’ stata avviata una campagna di spot pubblicitari, video su youtube di rappresentanti delle istituzioni, personaggi dello spettacolo e manifesti in giro per le città. Alcuni come quelli realizzati dall’Amministrazione Comunale di Cagliari ricordano i messaggi che si leggono nei pacchetti delle sigarette, e che, in maniera molto cruda, dovrebbero, almeno in teoria, demotivare alle uscite. Ridurre i contatti sociali stando dentro le mura domestiche.

La prima volta che ho sentito questi slogan ho pensato a quante persone non avevano e non hanno una casa in cui stare. A quelle persone che, lavorando nel settore sanitario, nella protezione civile e sociale, nelle attività cosiddette essenziali (supermercati, servizi bancari e postali, servizi di raccolta rifiuti, ecc.) vorrebbero stare a casa con le loro famiglie e non possono. Anzi rientrano nelle loro abitazioni con l’ansia perenne di aver contratto il virus.

Ma penso soprattutto a quelle persone (le statistiche ci parlano di donne in prevalenza) che vivono talmente male dentro queste mura che, forse, proprio a casa non dovrebbero stare. Mi riferisco a tutte le vittime di violenza fisica, economica, sociale e psicologica da parte di partner o famigliari. Mi riferisco ai minori che subiscono direttamente o indirettamente queste violenze. Per loro la casa non è il luogo ideale in cui proteggersi. Anzi l’isolamento in casa può contribuire ad intensificare situazioni conflittuali o di disagio già in atto o latenti. Quindi in questi casi i due slogan, #iorestoacasa# #andratuttobene#, non trovano ragione di esistere.

Le coabitazione forzata determina un grave rischio per l’incolumità di donne e minori. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno si registra un calo delle segnalazioni, cioè chiamate al 1522 e denunce alle Forze dell’Ordine. Ma una diminuzione delle segnalazioni non equivale ad una riduzione degli episodi di violenza! E con l’emergenza sanitaria queste situazioni rischiano di passare in secondo piano.

A tal proposito il Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres ha lanciato un appello a tutti i Paesi del mondo perché si impegnino affinché la pandemia di COVID-19 non diventi anche “un’epidemia di violenze e omicidi sulle donne”. Ha esortato i Governi a prendere misure per prevenire la violenza contro le donne e fornire rimedi per le vittime, come parti integranti dei piani di azione nazionale. Tra cui l’istituzione di “sistemi di allarme d’emergenza nelle farmacie e nei negozi di alimentari”: tra le poche attività essenziali rimaste aperte in tutti i Paesi durante la pandemia. Ha, inoltre, raccomandato la predisposizione e il rafforzamento di strumenti per combattere la violenza di genere: l’incremento di servizi online di sostegno, il riconoscimento dei rifugi anti-violenza come servizi essenziali e l’istituzione di modalità sicure per denunciare gli aggressori.

Così il Ministero dell’Interno con la Circolare del 21 marzo 2020 “Polmonite da nuovo coronavirus (COVID-19). Accoglienza donne vittime di violenza” ha voluto rafforzare il sistema di tutele già operativo. Nella Circolare, inviata a tutte le Prefetture, prevede che possano essere individuati e resi disponibili ulteriori alloggi destinati alle donne vittime di violenza, con la garanzia della necessaria sicurezza sanitaria. Ciò è reso attuabile dall’articolo 6 del decreto legge 17 marzo 2020: qualora le misure restrittive (sorveglianza sanitaria, isolamento fiduciario o  permanenza domiciliare) non possano essere attuate presso il domicilio della persona interessata è previsto l’utilizzo anche temporaneo di strutture alberghiere o altri immobili idonei per mettere in atto le suddette misure. Si legge nella Circolare che “(..) i relativi oneri potrebbero essere sostenuti dal Dipartimento per le pari opportunità, mediante l’utilizzo di risorse già appostate sul bilancio 2020”. Quindi offrendo ai Centri Anti violenza e alle Case Rifugio maggiori opportunità abitative che possano accogliere situazioni di gravità ed emergenza anche e soprattutto in questo periodo.

Il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha dato il via alla campagna social “Libera puoi”, un video (durata 1 minuto e 41 secondi) a sostegno delle donne vittime di violenza per le quali “la casa, non è il luogo della sicurezza”. Cantanti e attori/attrici come Caterina Caselli, Paola Cortellesi, Marco D’Amore, Anna Foglietta, Fiorella Mannoia, Emma Marrone, Vittoria Puccini, Giuliano Sangiorgi e Paola Turci, promuovono il numero nazionale antiviolenza e antistalking 1522 (telefono rosa), attivo 24/24 ore, che fornisce un primo supporto e indirizza ai centri antiviolenza più vicini. Il numero è stato rafforzato con la creazione di un’app 1522, scaricabile da smartphone e disponibile su iOS e Android, che permette di chattare con chi vi opera. Altra app utilizzabile è YouPol.

Il Ministero per le Pari Opportunità e la Famiglia, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), Federfarma e Assofarm hanno firmato un protocollo d’intesa per potenziare l’informazione per le donne vittime di violenza domestica e/o stalking durante l’emergenza Coronavirus. L’iniziativa prevede la diffusione in tutte le farmacie presenti nel territorio nazionale di materiale informativo e di una cartellonistica contenente la pubblicità del numero verde antiviolenza 1522. L’obiettivo è essere accanto alle donne in questo momento di ulteriore difficoltà, fornendo loro le informazioni necessarie per chiedere aiuto e denunciare la violenza in sicurezza.

Ed è ancora il Segretario Generale dell’ONU Guterres a dare un taglio di genere alla lettura di questa emergenza sanitaria: “quasi il 60% delle donne in tutto il mondo lavora nell’economia informale, guadagnando di meno, risparmiando di meno e con un rischio maggiore di cadere nella povertà. Con la caduta dei mercati e la chiusura delle imprese, milioni di posti di lavoro femminili sono scomparsi”.

Papa Francesco, il 13 aprile, Lunedì dell’Angelo (Pasquetta), ha voluto omaggiare le donne con questo discorso: “Oggi vorrei ricordare con voi quanto fanno molte donne, anche in questo tempo di emergenza sanitaria, per prendersi cura degli altri: donne medico, infermiere, agenti delle forze dell’ordine e delle carceri, impiegate dei negozi di beni di prima necessità, e tante mamme, sorelle, nonne che si trovano chiuse in casa con tutta la famiglia, con bambini, anziani, disabili”. Ed ha poi aggiunto: “A volte esse sono a rischio di subire violenza, per una convivenza di cui portano un peso troppo grande (…)”.

Auspichiamo quindi che la “Fase 2”, i piani nazionali di riorganizzazione della nostra società dopo la fine dell’emergenza sanitaria includano a pieno titolo le donne, che sono protagoniste attive sia in ambito sanitario (dove la percentuale di occupate è elevatissima) sia in ambito domestico e assistenziale (formale e informale). Ma anche vittime, oltre che del Coronavirus, della violenza che si acuisce nelle situazioni di crisi (vedi le guerre).

Non dobbiamo abbassare la guardia, non dobbiamo dimenticarci di noi, né ora e né quando ritorneremo alla normalità. Perché tutt* noi possiamo essere vittime di violenza o stalking o possono esserlo le nostre amiche o parenti o vicine di casa. Non so se “andrà tutto bene” ma spero che questa “pausa” abbia contribuito a renderci persone migliori ….


Leggi gli articoli di Alessandra Fantinel: http://www.enricolobina.org/situ/?s=fantinel&post_type=post

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