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Il credito in Sardegna

May 20th, 2018  |  Published in In evidenza, Politica

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Il credito in Sardegna, di Enrico Lobina

L’EDITORIALE DELLA DOMENICA,  della FONDAZIONE.

Dare soldi a chi li può utilizzare bene, o far fare profitti alle banche? Il silenzio, in ogni caso, regna sovrano.

Una metafora utilizzabile, quando si parla di banche e di credito, è quella dell’olio. Le banche sono per l’economia come l’olio per le macchine. Se non c’è, il motore va in panne. La Sardegna è in panne, e la Sardegna non ha una (grande) banca con testa, cuore e piedi in Sardegna.

Se vai alle assemblee dei pescatori il problema principale è l’accesso al credito. Ci saranno anche i pescatori di contributi, ci saranno anche coloro che hanno provato a fare piccoli imbrogli, ma il grosso sono lavoratori che faticano.
Vai alle assemblee agricole e pastorali, parli con le organizzazioni di categoria, e se affronti il tema delle sofferenze o dei rapporti con le banche i visi diventano lunghi.

Se capiti in un dialogo con giovani trentenni che provano a rapportarsi con le banche, la sensazione è che abbiano lasciato perdere.

Il “bazooka” di Mario Draghi ha tenuto a galla l’eurozona grazie all’imponente iniezione di euro nell’economia[1], ma per ora in Sardegna non se ne sono avvantaggiati i sardi.

Delle cose importanti in Sardegna non si parla. 

Lasciando da parte per un momento gli altri istituti di credito, il Banco di Sardegna nasce grazie al lavoro ed al sangue dei sardi, ma del suo presente e del suo futuro non se ne parla. Fa eccezione Sardinia Post, con gli scritti del collettivo Amsicora.
Sui maggiori quotidiani e televisioni sarde appare qualche trafiletto per riportare gli utili della “azienda Banco di Sardegna”.

Il Banco di Sardegna sta facendo l’interesse dei sardi? A quasi venti anni dall’acquisizione da parte della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna (BPER) del Banco di Sardegna, il bilancio è positivo o negativo?

Perché il consiglio regionale, la giunta, i partiti non ne parlano? Va tutto bene?

Abbiamo un presidente della giunta che emette comunicati a raffica, un assessore al bilancio che va a commentare le partite del Cagliari, i consiglieri regionali che presentano interrogazioni su qualunque cosa, ma una discussione sul sistema del credito in Sardegna, e sul Banco di Sardegna, manca. Sarà un caso?

Rimanendo sul Banco di Sardegna “l’erogazione di crediti bancari alle imprese sarde nell’ultimo biennio è calata di quasi quattro punti percentuali e sono notevolmente aumentati i dinieghi posti alle richieste di credito […]

Le tesorerie degli enti pubblici regionali gestite dal Banco di Sardegna sono diminuite nell’ultimo quindicennio di oltre il 70 per cento e su 100 mutui fondiari erogati nell’Isola dalla stessa banca, sia è passati da 75 a meno di 30. [….] il Banco di Sardegna non è più una banca sarda e dei sardi”[2].

Così argomenta il collettivo Amsicora, che non ha mai avuto risposte né dalla politica, né dai vertici BPER, né dalla Fondazione di Sardegna, che detiene il 49% del Banco di Sardegna.

Il 19 aprile è stato rinnovato il Comitato di Indirizzo della Fondazione di Sardegna. Il 20 aprile il comitato di indirizzo ha approvato il bilancio consuntivo 2017 ed ha confermato presidente per il quadriennio 2018-2022 Antonello Cabras.

Né prima né dopo ha avuto luogo alcuna discussione sulla riconferma del presidente e sul futuro del Banco di Sardegna e del credito in Sardegna.

Se il credito è un aspetto fondamentale del vivere sociale in Sardegna, secondo voi sarebbe stato accettabile se in Italia non si fosse discusso del futuro di Alitalia?

Nei prossimi mesi la BPER discuterà ed approverà il Piano industriale, il quale potrebbe comportare la definitiva scomparsa del Banco di Sardegna quale entità autonoma.

Già l’ultimo piano ha portato, dal punto di vista della presenza fisica, alla scomparsa della Banca di Sassari ed alla chiusura di 130 sportelli, di cui 93 in Sardegna (20 dei 29 sportelli italiani non esistono più). Non ci sono stati licenziamenti perché, semplicemente, non vengono rimpiazzati i pensionamenti.

Ci sono altre realtà (Banca di Cagliari, Banca di Arborea, Banca Etica, esperienze mutualistiche) le quali meriterebbero più attenzione. C’è un ruolo pubblico da riposizionare quale protagonista nel settore del credito, in Sardegna ma non solo.


[1] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-12-29/borse-brindano-bazooka-draghi-081340.shtml?uuid=AbTmJvFH

[2] http://www.sardiniapost.it/pronto-intervento/banco-sardegna-non-piu-sardegna-perche-domanda-perche-si-attende-risposta/

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