Ho depositato una interrogazione su Cagliari porto nucleare. Siamo in guerra, e siamo a rischio. E’ ora di prendere posizione. Vi propongo l’interrogazione.
Interrogazione al Sindaco di Cagliari sul piano di salvataggio in caso di emergenza nucleare.
Premesso che:
– Risale al febbraio 2000 la notizia che in Italia ci sono 11 porti cittadini, tra i quali quello di Cagliari, classificati come “a rischio nucleare” in quanto passibili di ospitare navi e sommergibili a propulsione nucleare in transito ;
– Nel giugno dello stesso anno l’allora Sindaco Delogu, informato dal Prefetto, ha confermato la notizia in Consiglio Comunale, precisando che gli eventuali sommergibili o navi nucleari in transito possono sostare in rada e non nei moli;
– La Marina Militare Italiana ha predisposto il “Piano di emergenza per le navi militari a propulsione nucleare in sosta” ospitabili negli 11 porti, delegando le Prefetture nel predisporre quelli per le relative popolazioni interessate e nel renderli pubblici ;
– Il D.L. n. 230/1995 (Capo VII, art. 36 e seguenti) pone le istituzioni prefettizie in obbligo di informare i cittadini circa le misure di sicurezza prese in materia di sicurezza sanitaria in caso di rischio nucleare e di pericolo di esposizione radioattiva degli stessi ;
– Nel maggio del 2005 il Prefetto di Sassari ha reso pubblico il Piano di Emergenza nucleare per i territori coinvolti dalla base atomica di La Maddalena. Lo stesso anno il Prefetto di Cagliari ha rinviato la pubblicizzazione del Piano di emergenza di propria competenza, sottolineandone la non urgenza dato che per il biennio 2005-2006 il porto di Cagliari sarebbe stato ancora inidoneo a ospitare navi e sommergibili nucleari né in porto né in rada, mancando le strutture logistico-operative di cui dotarsi con lavori appositi nello stesso biennio;
– Ad oggi, passati 6 anni dalle scadenze indicate dal Prefetto, ancora non è stato reso pubblico alcun piano di sicurezza e salvataggio.
Considerato che:
- Un piano di protezione civile su incidenti di unità militari a propulsione nucleare per essere efficace deve utilizzare standard di sicurezza ispirati a quelli delle centrali nucleari ad uso civile. Deve, quindi, essere tagliato sulle caratteristiche demografiche e morfologiche specifiche del territorio. Deve, infine, ipotizzare che l’emergenza sia uno stato di normalità e deve essere adeguatamente coperto finanziariamente;
- Il “Piano Nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche” pone come priorità la trasparenza e la rapidità nella comunicazione delle informazioni sia in fase di prevenzione che in caso di incidenti nucleari ;
- Un piano di emergenza, fino a quando non sia conosciuto dai soggetti che devono praticare le procedure previste da esso previste, anche se la Prefettura lo avesse approntato, è da ritenersi inesistente. La popolazione deve sapere preventivamente cosa fare e a chi rivolgersi qualora il rischio divenga realtà. Non basta la sola informazione. La prefettura deve dare prova della qualità del piano e della efficienza delle sue tutele. L’efficienza si esamina anche praticando le necessarie esercitazioni ;
- Alcuni dei piani de-secretati in passato, ad esempio quelli relativi al “caso La Maddalena” o quello di Taranto, sono stati ritenuti da diversi tecnici ed esperti in materia di sicurezza e di fisica nucleare assolutamente insufficienti. De-secretare i contenuti di questi documenti serve anche a poterli correggere per migliorarli ;
- È del tutto evidente che quando si parla, anche per ipotesi, di incidenti di tipo nucleare si parla della salute di tanti cittadini messa a repentaglio per molti anni e in poche ore ;
- Uno dei compiti del Sindaco di una città è quello di tutelare la salute dei suoi cittadini.
- Per svolgere al meglio questo compito il sindaco deve conoscere lo stato di salute della popolazione, deve prendere provvedimenti se le condizioni ambientali sono invivibili, se esistono pericoli incombenti e, per la direttiva Seveso (recepita in Italia con il DPR 17 maggio 1988, n. 175), deve informare la popolazione dei rischi rilevanti cui è sottoposta ;
Tutto ciò premesso e considerato, si interroga il Sindaco :
- Sulla conoscenza o meno, da parte dell’Amministrazione, dell’esistenza di un piano di sicurezza e salvataggio in caso di incidente nucleare nella città di Cagliari ;
- Sulle azioni che si intendono compiere ne caso non se ne fosse a conoscenza;
- Sulla possibilità di rendere note le informazioni ricevute dal Prefetto davanti a questo Consiglio Comunale e alla cittadinanza cagliaritana.
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