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Resoconto attività politica – 4 luglio 2011

July 4th, 2011  |  Published in -Verbali/resoconti

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Ho deciso di rendere pubblico, a scadenze abbastanza precise e ravvicinate, un resoconto delle mie attività. Il sito, assieme ad altri strumenti, sarà un luogo di elaborazione e confronto politico. Chiedo, altresì, a tutti coloro che mi sostengono, di diffonderlo per far conoscere, a tutti i cagliaritani e i sardi, la mia attività.

Il consiglio comunale è convocato per mercoledì 6 luglio. All’ordine del giorno la formazione delle commissioni. Saranno 10, così come gli assessorati, e ne ricalcheranno la struttura. Vi saranno da individuare, inoltre, anche i commissari della commissione statuto, la cui presidenza va di diritto all’opposizione.

Da capogruppo sto partecipando alle trattative riguardo le presidenze delle commissioni e la loro composizione. Ancora qualche giorno ed il quadro sarà terminato.

Ma la mia attività, nella settimana appena trascorsa, è stata parecchio intensa anche su altri fronti.

Lunedì 27 giugno – sopralluogo presso il campo nomadi della 554

Insieme ad alcune volontarie, ed insieme al compagno Massimo Aresu, abbiamo compiuto un sopralluogo presso il campo nomadi. La precedente giunta ha deliberatamente ignorato tutto ciò che ha a vedere con il campo. Aveva 400.000 euro della cosiddetta legge Tiziano, e non li ha spesi.

E’ stata una esperienza pesante e per certi versi disarmante. Sapevo a cosa andavo incontro, ma alcune situazioni di degrado mi hanno comunque stupito. Ho visto bambini vivere in condizioni del tutto simili a quelle dei peggiori slum di Calcutta.

Il campo nomadi ha carenze strutturali e funzionali evidenti, che devono essere risolte. Contemporaneamente, si devono garantire diritti inviolabili dell’infanzia e innescare processi partecipativi che portino le 35 famiglie che là soggiornano (pochissime, rispetto a campi nomadi di altre città) a farsi carico loro stessi del destino del campo.

In campagna elettorale ho incontrato un nutrito gruppo di compagni e amici che abitano in via Giotto e nelle zone limitrofe i quali, tra le altre cose, mi hanno raccontato delle nubi nere che si alzano dal campo, risultato della combustione illegale di copertoni di gomme ed altro materiale, le quali invadono le case vicino. Ecco, questa è un’altra questione che deve essere risolta.

Del sopralluogo è stata subito informata l’assessore ai servizi sociali, Susanna Orrù.

Martedì 28 giugno – sopralluogo presso il rondò san Rocco

Villanova è un quartiere unico, che oggi vive due dimensioni diverse. La prima dimensione ruota intorno al processo di pedonalizzazione, che coinvolge la Villanova che da via Sulis si estende sino alla fine di via S. Giacomo e oltre. La seconda dimensione riguarda tutto il quartiere.

Sino a quando non verrà deciso come utilizzare i vuoti urbani presenti nel quartiere, la seconda Villanova non avrà spazi pubblici definiti a disposizione. Ci sono i giardini pubblici da una parte, ed il Parco della Musica dall’altra. Ma sono, pur sempre, spazi esterni al quartiere. Un quartiere che, seppure confinante con altri importanti attrattori (le vie commerciali via Garibaldi e via Alghero), ha dinamiche interne proprie. Anche per quanto riguarda gli spazi.

La Villanova esterna alla zona pedonale ha una piazza. O meglio, una zona che potrebbe divenire una piazza. Siamo al rondò San Rocco, incrocio tra via San Rocco e via S. Giovanni. Una piccola piazza potrebbe diventare realmente fruibile, se si ruotasse l’edicola e la si ponesse in posizione più defilata rispetto a come è ora.

Poco più di un anno fa sono stati fatti dei lavori di ripavimentazione. Anche nel rondò San Rocco. Gli abitanti e alcune associazioni chiesero, allora, di ruotare l’edicola, in modo da rendere la piazza più larga e realmente fruibile. Non è stato fatto.

Il rondò San Rocco, già oggi, è frequentato. Non solo, a qualche metro ha la sua sede il GAS (Gruppo d’Acquisto Solidale) di Villanova. Una esperienza che conosce difficoltà, ma va sostenuta. Ed il GAS, ieri e oggi, utilizza la piazza. Abbiamo organizzato serate musicali, degustazioni. Ed il 9 luglio verrà organizzato “GAS al Rondò”. I produttori amici del GAS offriranno i loro prodotti nel rondò.

Cosa dovrebbe fare il comune? Dovrebbe impegnarsi a ruotare, nel più breve tempo possibile, l’edicola presente nel rondò. In questo modo, la piazza acquisterebbe una dimensione ed una vivibilità che oggi non ha. Il sottoscritto ed il consigliere comunale Matteo Leccis Cocco-Ortu, con un sopralluogo, hanno preso l’impegno a seguire la questione, al fine di ridare al quartiere una delle sue piazze.

Mercoledì 29 giugno – preparazione report

La giornata di mercoledì è stata dedicata alla costituzione del report che trovate su www.enricolobina.org/wp/2011/07/03/trasparenza-e-merito-nelle-assunzioni-in-comune-una-richiesta/

Giovedì 30 giugno – comitato di quartiere di Villanova ABtanti

Giovedì 30 giugno ci siamo visti con alcuni componenti del comitato di quartiere di Villanova ABtanti (http://www.facebook.com/group.php?gid=131119586898964 o http://www.facebook.com/profile.php?id=100002283049360). Il comitato, che a brevissimo si strutturerà in modo da essere ancora più partecipativo e democratico, ha deciso che continuerà, nel suo spirito di autonomia ma non opposizione rispetto all’amministrazione comunale, a mobilitarsi per il miglioramento della vivibilità di uno dei quattro quartieri storici di Cagliari.

Venerdì 1 luglio – incontro con Giuseppe Carboni

Venerdì primo luglio ho incontrato, insieme ad Elena Tradori, che sta seguendo da vicino la questione, Giuseppe Carboni. Carboni è uno degli animatori della sezione provinciale cagliaritana dell’associazione ex esposti all’amianto (vedi http://www.enricolobina.org/wp/2011/04/04/l%E2%80%99amianto-uccide-anche-in-sardegna/). Con Giuseppe abbiamo fatto il punto della situazione sul tema e abbiamo deciso di incontrare a fine della settimana prossima Ignazio Tolu, assessore provinciale all’ambiente.

In Sardegna, ed in provincia di Cagliari, c’è molto da fare. In Sardegna non ci sono dei dati esaustivi. Quelli in nostro possesso sono molto bassi. I malati registrati dal 2000 al 2004 sono solamente 30 malati, a fronte dei 1.025 casi in Lombardia e 1.256 in Liguria. Le patologie asbesto-correlate spesso non vengono riconosciute. E’ urgente rafforzare il COR (Centro operativo regionale), che ha il compito istituzionale di censire i casi di malattie asbesto-correlate.

La questione è di estrema importanza. Il 50% dei tumori professionali è legato al mesotelioma, cioè all’amianto. Insieme al rafforzamento dei COR, inoltre, bisogna sviluppare la sorveglianza degli esposti all’amianto in attualità, cioè di coloro che in qualunque modo hanno a che fare con l’amianto nel luogo di lavoro. Infine, si dovrebbe mappare adeguatamente l’amianto esistente ed il suo grado di pericolosità.

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