Enrico Lobina*
Nel 1977 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha definito tutti i tipi di amianto commercializzato “cancerogeni per l’uomo”.
La legge del 1991 la legge vieta nuovi utilizzi o movimentazioni di amianto. In questi 20 anni si è andati a rilento con le operazioni di bonifica, smaltimento, censimento e verifica sanitaria.
L’amianto è un killer silenzioso (32 milioni di tonnellate di amianto presente sul territorio italiano) che in Italia fa 5.000 vittime l’anno. In aumento rispetto a qualche anno fa. L’amianto costringe a un’esposizione costante e dannosa un milione e mezzo di persone.
La quantità di amianto presente in Sardegna è enorme. Agli attuali ritmi di smaltimento l’eliminazione dell’amianto nell’isola avverrà tra più di 330 anni. Occorre promuoverne un censimento.
I dati sulle patologie asbesto correlate riscontrate in Sardegna sono molto bassi. Il fatto che la quantità di amianto presente nell’isola risulti elevata fa pensare a un gap nel sistema di censimento, sorveglianza e tutela degli ammalati.
I malati registrati in Sardegna dal 2000 al 2004 sono 30, a fronte dei 1.025 casi in Lombardia e 1.256 in Liguria.
La Sardegna vive il paradosso di una buona legge (LR 22/2005), che stenta ad essere messa in pratica.
La legge ha stanziato 32 milioni di euro tra il 2006 e il 2009 in operazioni di smaltimento e bonifica. Degli 8 milioni annui previsti 5 sono destinati a bonifiche in pubblici edifici e 3 per sovvenzionare l’intervento di rimozione presso privati.
Dei 32 milioni programmati la Regione ha erogato alle province 20,37 milioni di euro, di cui è stato speso solo l’8,65%. Perché?
Serve la realizzazione di sportelli informativi e attività di info-formazione, protocolli di intesa per la calmierazione dei costi di bonifica e co-finanziamenti specifici dedicati alle grandi superfici. Chiediamo l’aumento della percentuale di co-finanziamento per le bonifiche minori, con particolare attenzione ai privati e alle fasce sociali più deboli. Non vengono garantite adeguatamente le spese di sostituzione.
La LR 22/2005 ha attivato formalmente la sorveglianza sanitaria obbligatoria e gratuita per gli ex esposti. Stenta a partire. Nonostante siano passati quattro anni, pochissimi conoscono questa opportunità.
Il COR (Centro operativo regionale) si occupa del censimento delle malattie asbesto-correlate e trasmette i propri dati al RENAM (Registro Nazionale Mesoteliomi), istituito presso l’ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro), ora interno all’INAIL. L’ISPESL dovrebbe esercitare la fase terminale di sorveglianza. Tutta questa rete in Sardegna va potenziata.
Perché la Regione non mette in atto un’azione di pressione sulle ASL, alle quali ha delegato il compito di attuazione della sorveglianza, affinché diano la giusta assistenza ai malati?
Censimento, dismissione e bonifica, sorveglianza sanitaria. Questi sono i temi sul campo per sconfiggere il killer.
*Federazione della Sinistra
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