I sardi vivono una situazione sociale drammatica. Sono in compagnia degli italiani, dei greci e di tutti gli europei. La soluzione dei problemi della Sardegna può avere luogo solamente con una netta opposizione al governo Monti e alle politiche neoliberiste dell’Unione Europea.
Contro il governo Monti ed il governo della BCE sabato 31 marzo, a Milano, con una manifestazione che partirà dalla Bocconi e si concluderà in Piazza Affari, scenderà in piazza l’opposizione sociale. I movimenti di lotta, i sindacati di base e i partiti della sinistra non presenti in parlamento saranno in piazza. Diremo no alla precarietà e alla manomissione dell’articolo 18, alle privatizzazioni e alla controriforma delle pensioni. Diremo no alla TAV e alle spese militari mangiasoldi, alla schiavitù del debito e allo stravolgimento della Costituzione italiana mediante il pareggio di bilancio.
Vogliamo far pagare la crisi a chi l’ha provocata, ai ricchi, al grande padronato e agli evasori fiscali. Lottiamo per un lavoro sicuro e dignitoso, per i beni comuni e per i diritti civili e sociali.
In Sardegna la desertificazione produttiva, lo scippo di miliardi di euro da parte dello Stato italiano e i tagli agli enti locali sono gli effetti concreti delle politiche recessive italiane ed europee. Tutti coloro che, finora, hanno protestato, non hanno ottenuto quasi nulla. È ora di alzare il tiro e di individuare le vere ragioni di tanta miseria.
Per queste ragioni parteciperò alla manifestazione di Milano. Invito tutti coloro che in questi mesi sono scesi in piazza ad unirsi. Ogni lunedì, in via S. Domenico 10, faccio il punto della fase politica. Lunedì 26, alle ore 18, presenterò le ragioni della partecipazione alla manifestazione, ed il suo legame con la crisi sarda.
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