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SMART CITIES AND COMMUNITIES – APPROFONDIAMO – UN ARTICOLO SU CAGLIARIPAD

December 7th, 2013  |  Published in Cagliari, Mondo, Politica

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Cagliaripad, al link http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=6173, ospita sul mio intervento sul concetto di Smart cities and communities.

Ve lo propongo.

 

 

 

Nel 2050 il mondo avrà, secondo le diverse proiezioni, otto o nove miliardi di abitanti. In Cina ogni anno un milione di persone si trasferiscono dalla campagna alla città. Poco più di due settimane fa ha avuto luogo il vertice strategico UE-Cina. A Bruxelles questi argomenti sono all’ordine del giorno.

Uno dei settore in cui il dialogo strategico tra UE (Unione Europea) e Cina può avere luogo è quello delle città. Né gli Stati Uniti, e per ragioni diverse neanche il Giappone, possono essere dei partner su questi temi. L’UE si.

Non è solamente per questo che Bruxelles ripone fiducia nel concetto di smart city (città intelligenti). La ragione principale è garantire ai cittadini europei, nel 2050 e oltre, un benessere collettivo ed individuale – non individuabile con il solo reddito pro capite – quanto meno all’altezza di quello di oggi.

Al fine di includere le aree rurali l’UE ha modificato smart city in smart cities and communities (città e comunità intelligenti). In questo modo i miliardi di euro che, nei prossimi decenni, sono disponibili per queste “cornici” (framework in inglese) sono localizzabili anche nelle aree rurali.

La smart city può essere sviluppata in due modi.

Il primo è l’applicazione delle innovazioni tecnologiche ai settori dell’energia e dei trasporti, al fine di raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico della strategia Europa2020, e di garantire una migliore mobilità.

Il secondo, di tipo strategico, introduce elementi di innovazione sistematica e organica, tra loro collegati, in ogni settore della vita sociale, individuale e collettiva, di coloro che vivono nella città. Al centro vi sono i cittadini, coi loro bisogni .

L’UE, con una contraddittorietà non solamente sarda, a parole sostiene la seconda visione, ma nei fatti si concentra sulla prima. Il rischio è che le smart cities and communities si riducano al cambio dell’illuminazione pubblica e all’introduzione di sistemi di comunicazione innovativi nel settore dei trasporti.

Ben vengano queste azioni. Ma le vere emergenze dell’oggi, non conosciute quando il concetto di “città intelligente” è nato, attengono alla povertà crescente, alle politiche sociali, all’efficienza della pubblica amministrazione, all’ambiente, alla pianificazione urbanistica e, in breve, ad ogni settore delle vita associata.

Il comune di Cagliari, secondo le classifiche sul tema, è la prima smart city del sud Italia. Ciò è dovuto alla vasta presenza privata di imprese e singoli operanti nel settore delle tecnologie innovative e ad un approccio che, in questi anni, ha ripreso a ragionare in termini strategici di area metropolitana.

È stato aggiornato il piano strategico intercomunale di area vasta, e a dicembre del 2012 il comune ha cominciato il lavoro di redazione del PAES (Patto dei Sindaci – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile). Bisogna migliorare, ma almeno si è partiti. Questo lavoro non deve rimanere chiuso in segrete stanze, altrimenti perde la sua efficacia.

Si deve assolutamente aprire e concludere velocemente, con il concorso della Regione e del consiglio regionale, la costituzione dell’area metropolitana. Solamente in questo modo, alla luce dei regolamenti appena approvati che riguardano la politica di coesione, potremmo concorrere, insieme alle aree metropolitane italiane, all’utilizzo di una parte consistente dei fondi strutturali dedicati alle iniziative smart.

L’UE va conosciuta, criticata e combattuta quando è il caso ma, come amministrazioni e come Sardegna, dobbiamo sfruttarne le opportunità. Negli anni scorsi (2011-2013) si è giocata la partita che aveva il compito di scrivere le regole del futuro. Per diverse ragioni non eravamo in campo. Ora, però, attrezziamoci per giocare la partita dell’utilizzo dei fondi strutturati con quelle regole.

 

 

 

 

 

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