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Torniamo a parlare di spazi e di patrimonio pubblico al Comune di Cagliari? Una proposta di deliberazione

October 30th, 2014  |  Published in Cagliari, Politica  |  1 Comment

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Ci siamo occupati per anni del patrimonio pubblico del Comune di Cagliari, e di come potesse essere usato per scopi abitativi, associativi e culturali. Dopo tanti e diversificati tentativi, ecco una proposta di deliberazione che abbiamo depositato. Primo firmatario è il consigliere Secchi.

Enrico Lobina

 

PROPOSTA DI DELIBERA CONSILIARE

Oggetto: Assegnazione al fine di riuso di spazi pubblici comunali degradati, inutilizzati o dismessi ad associazioni di cittadini che intendono recuperarli e riqualificarli mettendoli a disposizione della collettività secondo le indicazioni previste dal PUC
Premesso che:
• Nel territorio comunale esistono delle aree inutilizzate ed abbandonate di proprietà comunali prevalentemente acquisite in seguito a cessioni di lottizzanti di aree di espansione e che l’amministrazione non ha mai attrezzato al fine del loro utilizzo e che per tale motivo si presentano in stato di abbandono e di degrado;
• il riuso degli spazi degradati o inutilizzati e dismessi, e la riqualificazione di intere aree urbane della città sono temi di fondamentale importanza per la riqualificazione urbana, per la tutela dell’ambiente contro il consumo di suolo, per il sostegno a progetti culturali, ludici e sportivi nonché per un’azione efficace a favore di sviluppo produttivo e occupazione;
• in generale la rigenerazione urbana sostenibile è stato un concetto cardine delle politiche comunitarie in materia di sviluppo urbano e questo si evince anche dalla relazione “Città europee sostenibili” che risale al 1996: “Bisogna assolutamente riutilizzare le superfici inutilizzate, abbandonate o contaminate, presenti in misura superiore a qualsiasi altro periodo della storia urbana industriale. Il riciclo di terreni precedentemente urbanizzati, e in alcuni casi di edifici esistenti, risponde all’obiettivo di sostenibilità del riuso di una risorsa. Esso offre inoltre la possibilità di conseguire l’obiettivo sostenibile di riutilizzo di siti verdi anche con il riuso che presuppone destinazioni positive per l’intera vita urbana ed è foriere di altri sviluppi sostenibili”.
• il Cnapcc (Consiglio Nazionale degli architetti pianificatori paesaggisti e conservatori), insieme a Anci, Regioni, Ance e Legambiente, ha recentemente suggerito le linee guida di un Piano nazionale per la rigenerazione urbana sostenibile, da adottare sul modello del Piano Energetico nazionale, strutturato tra l’altro anche nella rivalutazione degli spazi pubblici, del verde urbano, dei servizi di quartiere;
• La campagna nazionale del WWF, “Riutilizziamo l’Italia”, che pone al centro dell’emergenza climatica e ambientale la rigenerazione urbana sostenibile, ha individuato degli strumenti strategici come base programmatica di un protocollo di intesa tra enti governativi nazionali e locali come ad esempio la Carta di impegni “No al consumo di suolo, Sì al riuso dell’Italia”: definendo una Carta nella quale le Amministrazioni Pubbliche possano manifestare il loro impegno concreto nel risparmiare il suolo, nel recuperare il dismesso, nel coinvolgere i cittadini e le loro associazioni nelle scelte di pianificazione, progettazione, realizzazione di interventi e gestione di spazi e manufatti riutilizzati;
Considerato che:
• viviamo in un’epoca di profondo cambiamento dei sistemi di organizzazione della vita sociale nelle città all’insegna di una maggiore complessità. La sfera pubblica, ossia l’insieme delle iniziative finalizzate a trattare istanze collettive, chiede di essere rinnovata nei contenuti e nei meccanismi organizzativi.
• la profonda crisi economica che caratterizza il nostro Paese ci impone di abbandonare la visione dell’Istituzione come dispensatrice di fondi pubblici ma di spingere per sperimentare nuove formule di sinergia fra la Pubblica Amministrazione e la cittadinanza affinché i bisogni dei territori e degli abitanti siano soddisfatti;
• che gli spazi dismessi e inutilizzati in città rappresentano un elemento in grado di catalizzare l’attenzione da parte di associazioni di cittadini e possono stimolare progettualità culturali e imprenditoriali e che la loro messa a disposizione per iniziative, proposte, azioni, piani e progetti di riutilizzo sociale rappresenta una condizione favorevole per la ricerca e lo sviluppo di sinergie tra istituzioni e parti sociali nell’invenzione di nuovi contenuti per la sfera pubblica e la costituzione di un nuovo tessuto produttivo.
• che pertanto il loro recupero da parte di associazioni di residenti risponda a molteplici carenze strutturali, tra cui:
– la mancanza di spazi economici ed accessibili per alcune categorie “deboli” nel contesto urbano;
– la mancanza di sostegno al contesto/artistico creativo;
– la mancanza di connessione tra domanda ed offerta di spazi d’aggregazione;
• che il Comune può promuovere una cultura della rigenerazione urbana e il riuso degli spazi comunali degradati, inutilizzati e dismessi individuandoli e mettendoli a disposizione di progetti che, utilizzando tale patrimonio, migliorino i servizi, producano innovazione sociale, contribuiscano a riqualificare spazi urbani abbandonati in luoghi accoglienti per tutta la cittadinanza ma in particolare per bambini e anziani.

IL CONSIGLIO COMUNALE DELIBERA
1. di procedere all’individuazione di spazi comunali degradati, inutilizzati e dismessi classificati nel PUC come zone S2 e S3.
2. di assegnare spazi comunali in uso gratuito, tramite procedure di evidenza pubblica, ad associazioni e cooperative di residenti preferibilmente di quartiere, che si potranno occupare a costo zero per l’amministrazione, di presentare dei progetti orientati a sviluppare l’interazione tra creatività, innovazione sociale, imprenditoria, soprattutto a favore della domanda crescente dei cittadini di poter disporre di spazi pubblici;

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One Comment

  1. […] Quando parliamo di parità dei diritti religiosi, parliamo di questioni concrete, quotidiane, di mense scolastiche, di assistenza spirituale agli infermi negli ospedali. La tutela della parità dei diritti è la condizione per raggiungere l’obiettivo dell’inclusione, che è molto di più dell’integrazione». ————————— – Torniamo a parlare di spazi e di patrimonio pubblico al Comune di Cagliari? Una proposta di deliberazione. Informazione tratta dal sito del consigliere comunale Enrico Lobina. […]

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