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Poetto e privatizzazione delle spiagge. Un’altra prospettiva

January 24th, 2011  |  Published in Cagliari

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La realizzazione del ripascimento del Poetto nel 2001 è stata seguita da molte polemiche. I cagliaritani diffidano di qualunque iniziativa mirata ad agire sui litorali. Nonostante la discussa esperienza, i ripascimenti restano uno dei metodi per la salvaguardia dei litorali.

La decisione di ricorrere ulteriormente a questa metologia di salvaguardia costiera deve essere fatta a seguito di accurate indagini, finalizzate a valutare le dinamiche litoranee attuali. La spiaggia è un bene comune, ed è quindi importante che qualunque decisione venga presa, coinvolga i cagliaritani stessi. Anzi, in un’ottica di area vasta, deve coinvolgere tutti coloro che abitano vicino al Poetto.

Il ripascimento non è sufficiente a preservare il litorale. A questo devono essere associate politiche mirate alla tutela della costa. Le coste sono ambienti complessi e delicati, il cui equilibrio dipende anche dalle costruzioni che sono presenti sul litorale (o nei pressi di esso) e dai nostri comportamenti.

È interesse di tutti salvaguardare la spiaggia e non darla in pasto a pochi, che la sfrutterebbero economicamente rendendola un privilegio dei ricchi.

Alcune proposte:

–        divieto di costruzione in prossimità della spiaggia o sulla spiaggia stessa. Vi sono costruzioni che insistono sul litorale e sono nocive per esso (come le rotonde degli stabilimenti Lido e D’Aquila);

–         applicazione dei principi dell’utilizzo sostenibile. No alle politiche di uso intensivo della costa. I litorali non sono in grado di mantenere nessun equilibrio se sottoposti a carichi antropici troppo elevati (ad esempio, non è pensabile fare manifestazioni come Mondo Ichnusa e consentire il transito di mezzi pesanti sul  litorale).

Non possiamo dimenticare che il Poetto è una spiaggia fortemente antropizzata. Sono presenti stabilimenti balneari e chioschi, con introiti economici non indifferenti. Bisogna permettere ai chioschi di continuare la loro attività.

Chi vuole avere autorizzazioni per utilizzare la spiaggia dovrà rispettare precisi criteri, anche estetici (uso di materiali come il legno, colori che non sembrino un pugno in un occhio etc.).

I chioschi e gli stabilimenti devono essere responsabilizzati su come la spiaggia viene usata. Non è ammissibile che ogni notte d’estate si riempia la spiaggia di spazzatura.

Un’idea potrebbe essere impedire l’uso della plastica, costringere i bar a usare bicchieri e bottiglie in vetro, e far pagare all’acquisto anche il vuoto a rendere. Altre proposte semplici e subito attuabili sono possibili.

Nei limiti rappresentati dalle costruzioni presenti, si dovrebbero introdurre cambiamenti volti a migliorare l’aspetto e la vivibilità del litorale, limitando il passaggio delle auto, realizzando piste ciclabili, creando spazi verdi etc. Basti osservare alcune soluzioni adottate al Poetto di Quartu.

Poetto e Molentargius

Il parco di Molentargius è a ridosso del Poetto. Le cause dell’erosione delle coste non sono da ricercarsi solamente nella fascia costiera, ma nascono spesso da un errato uso delle risorse a monte di esso. Per questo non possiamo considerare Molentargius e il Poetto separatamente. Qualunque decisione venga presa su Molentargius inciderà sul Poetto stesso. Quindi nessuna cementificazione (cosa ovvia in un parco naturale) e rispetto degli ecosistemi.

Bisogna risolvere una volta per tutte la questione di Medau su Cramu.

Poetto e Molentargius devono essere valorizzati in modo diverso secondo una visione d’insieme, perseguendo la sostenibilità ambientale e sviluppando il patrimonio ambientale, storico e culturale che rappresentano.

La privatizzazione

Ci sono poteri che, in seguito alle modifiche legislative italiane e sull’onda di alcuni esempi, lavorano a privatizzare la spiaggia e ad ottenerne il massimo vantaggio in termini di concessioni. Bisogna opporsi in modo netto alla vendita della spiaggia e, in generale, alla cessione dei beni del demanio. Non solo delle coste, ma di tutti quei beni che regione, province e comuni prevedono di vendere per fare cassa.

Sul Poetto, e su Molentargius, non esiste la bacchetta magica. Sappiamo esattamente, però, che la gestione degli ultimi decenni da parte del Comune di Cagliari è stata un disastro. Noi vogliamo andare in direzione contraria.

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