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Barracca Manna: la periferia invisibile

March 7th, 2011  |  Published in Cagliari

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L’immaginario, riferito alle città, si costruisce percezioni positive. Si pensa Roma e Milano e si hanno in testa il Colosseo e il Duomo. Non Tor Bella Monaca o Quarto Oggiaro. Si pensa Cagliari e viene in mente Castello o il Poetto. Questo va bene per i turisti, non per i politici. Tanto meno per chi nelle città vive.

Barracca Manna è una collina ai confini di Cagliari. Pirri profonda. Negli anni ’70 si cominciò a costruire. Oggi ci abitano tra 6.000 e 10.000 cagliaritani.

L’abusivismo è un male. Costruire senza regole è un male. La pianificazione degli insediamenti urbani è una questione di civiltà. Serve a far vivere bene tutti.

A Barracca Manna ci fu abusivismo. L’abusivismo di chi, lavoratore non proprio benestante, voleva avere un tetto sopra la testa. Ma anche l’abusivismo di chi, magari amico di qualche consigliere comunale, voleva arricchirsi. Medi, piccoli e piccolissimi speculatori.

Questa era la situazione ieri. Oggi non è più così. Tutti hanno pagato. Avrebbe poco senso fare le pulci al passato. C’è chi ha pagato di più e chi ha pagato di meno. Si parta da un principio: devono essere rispettate le regole e, insieme, dobbiamo pensare e costruire il miglior quartiere possibile.

Oggi tante vie di Barracca Manna sono senza asfalto, senza fogne, senza acqua, senza illuminazione pubblica. Mancano i marciapiedi. Il fango e la strada sconnessa costringono molti anziani ad uscire solamente se è strettamente necessario.

Il Comune di Cagliari prevede di porvi rimedio. Ha diviso i lavori in 5 lotti. La spesa preventivata è di 18 milioni di euro. Per ora in cassa ce ne sono 3. Alcuni arriveranno dalle casse regionali, con la quale il Comune può aprire un contenzioso riguardo dei mancati guadagni all’erario di via Roma causati da alcune leggi regionali in materia urbanistica.

Non sappiamo se si troveranno i soldi per terminare i lavori di urbanizzazione primaria. Sappiamo che gli abitanti di Barracca Manna, così come gli altri cagliaritani, ne hanno diritto. Perché finora sono stati trattati come cittadini di serie B? Alla selezione di classe aggiungiamo la selezione territoriale? A seconda del quartiere in cui si abita si hanno più o meno diritti, più o meno servizi?

Una amministrazione seria deve pensare esattamente il contrario. Bisogna ribaltare il discorso. Lavorare per il riequilibrio territoriale. Dare di più a chi ha di meno. Il comitato di quartiere, i cittadini di questo pezzo di città, hanno le idee chiare. Subito la urbanizzazione primaria. E i poliziotti, i carabinieri, vadano a presidiare le periferie invece che via Garibaldi o via Roma o le vie dei consiglieri comunali di destra.

Immediatamente dopo le opere di urbanizzazione primaria ci si concentri sulle opere di urbanizzazione secondaria: asili, scuole, autobus, uffici, negozi, mercati, centri sportivi, centri sociali.

Ma ci sono anche altri problemi. Al confine tra Cagliari e Selargius (località is Corrias) una centrale ENEL ad alta tensione rischia di creare gravi danni sanitari (elettrosmog) in un’area oggi fortemente popolata.

Rendiamo visibili le nostre periferie. Ne hanno bisogno.

pubblicato su www.manifestosardo.org/?p=1492

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