L’Associazione “Agriculture”, tra i tanti scopi che si prefigge, ha anche quello “promuovere e sostenere la creazione di orti urbani, gruppi di acquisto solidale, e tutte le attività che consentono la semplificazione delle filiere produttive, mettendo in relazione i produttori con i consumatori finali; fornendo consulenza sulla stesura di regolamenti, statuti, e piani di organizzazione e gestione; oltre a quello di creare una rete di scambio e una banca delle sementi, e attivare percorsi sul recupero dei saperi taciti”.
L’incontro del 15 aprile è l’occasione di discutere confrontarsi e contribuire a suggerire i possibili miglioramenti alla “ bozza Regolamento orti urbani a Cagliari“.
L’incontro si aprirà con i saluti del presidente dell’Associazione Agriculture Paolo Erasmo; seguirà l’intervento di Sebastiano Mascia dell’associazione Agriculture, che illustrerà la situazione degli orti urbani in altre realtà italiane ed anche all’estero; dopo l’intervento di Roberto Gessa, che ci darà un quadro degli orti degli orti e dell’agricoltura sinergica della zona vasta di Cagliari, seguirà la mia illustrazione della “bozza Regolamento orti urbani a Cagliari”.
Seguirà il dibattito con il pubblico, aperto ai suggerimenti che possano essere utili per miglioralo prima del suo deposito nel Consiglio Comunale. Se i suggerimenti arrivassero anche prima sarebbe un’occasione per esaminarli per tempo e discuterli già il 15 aprile.
Enrico Lobina
Tags: cagliari ; orti urbani ; regolamento ; enrico lobina ; comune, verde urbano 

Ammetto di aver letto il regolamento per sommi capi, ma già questo è per me motivo di un’osservazione: troppo complicato e burocratico per essere una novità che si ha l’intenzione di promuovere. In questo modo ottenere l’assegnazione sembra una via di mezzo tra un onere e un premio, mentre dovrebbe, credo, essere presentata come una opportunità in più per fare qualcosa di utile per se stessi e per la comunità di cui si fa parte. Io abito nel quartiere di S. Michele e credo che gli orti urbani potrebbero essere una buona occasione per intraprendere una campagna di sensibilizzazione sul rispetto urbano e per far sì che gli abitanti si riapproprino degli spazi comuni e ritrovino la responsabilità e il piacere di strappare il quartiere al degrado. Ma è impensabile, ad esempio, chiedere loro di pagare un canone o di partecipare ad un bando e controllare periodicamente le graduatorie. Inoltre se consideriamo i soldi che il comune dovrebbe spendere (e per vari motivi anche comprensibili non spende) per riqualificare tutti i “giardinetti” delle palazzine popolari, risulterebbe un buono scambio che fossero gli abitanti stessi ad occuparsene. Io non so se questo regolamento ricalchi il modello già in uso in altri centri, ma credo che per Cagliari debba essere scritto con un’idea di base diversa o perlomeno secondo due linee parallele: una che riguardi i quartieri degradati e l’altra il resto del centro urbano.
Cara Caterina,
questo regolamento ricalca quello di altre. Si, effettivamente un orto urbano non è una cosa semplice.
Per quanto riguarda gli spazi verdi, però, ho fatto approvare un altro regolamento, che trovi sempre in questo sito. Ti propongo solamente il link in cui puoi leggere una interrogazione presentata sulla sua non attuazione: http://www.enricolobina.org/wp/2013/04/02/regolamento-verde-urbano-manca-attuazione-una-interrogazione/
Enrico
In effetti pensavo ad una cosa del genere, ma ovviamente non sapevo esistesse già al di fuori del progetto degli orti urbani. Resto dell’opinione che per quel che riguarda gli orti il regolamento scoraggi un po’, ma se non si può fare diversamente…
Ad ogni modo è bello sapere che c’è chi importa queste iniziative anche nella nostra città e le porta avanti fino in fondo.
Partecipare all’incontro serve per confrontarci e proporre le nostre idee anche per migliorare il regolamento che non può prescindere da partire con un progetto pilota.