Osservazioni al libro di Matteo Pucciarelli “Podemos, la sinistra oltre la sinistra”. Ne parliamo sabato a Cagliari, in piazza!
In un momento storico nel quale destra e sinistra si appiattiscono e si fondono, nel quale i governi salvano le banche e demoliscono lo stato sociale tre diverse entità in Grecia, Spagna e Italia muovono i primi passi. Una di queste, Podemos, nasce dal movimento 15 maggio (M15) che ha caratterizzato la Spagna nei giorni dell’occupazione delle piazze, dagli “Indignados” che ha unito le varie anime della protesta di un paese travolto dalla bolla speculativa dell’edilizia, dai tagli alla spesa pubblica (in primis sanità e istruzione) e da un generale smantellamento dello stato sociale.
Le analogie con quanto succede in Italia sono tante, così come i punti di contatto. I loro leader, Pablo Iglesias, e non solo, sono figli di Erasmus, sono stati in Italia e hanno vissuto le lotte dei collettivi di sinistra, conoscono e si ispirano a Gramsci e a Toni Negri. Hanno un comune denominatore con il Movimento 5 Stelle, sono anticasta, euroscettici, contrari alla Troika, alla corruzione, richiamano “el pueblo” alla partecipazione politica, sono contrari alla professione del politicante (due mandati e basta). Tra i loro slogan riecheggia “Uno vale uno” anche se nell’organizzazione che li caratterizza vi sono delle differenze legate alla leadership (sempre forte in entrambi i casi) e soprattutto per l’utilizzo degli strumenti informatici di democrazia diretta che permettono ai sostenitori spagnoli di poter accedere al voto anche se iscritti ad altri partiti . L’ascesa di “Podemos” è prorompente, nel giro di pochi mesi raggiunge il consenso dell’8% che vale la rappresentanza di 5 membri a Strasburgo.
E’ un libro che va letto tutto d’un fiato, scritto bene e che pone parecchi spunti di riflessione. Uno di questi trova la chiave proprio nella prima pagina ed è il seguente: “se avessi anch’io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Siamo in Sardegna, non a caso la frase è stata scritta da colui che lo stesso Pablo Iglesias, “ el coleta” definisce “un gran sardo” Antonio Gramsci.
Giuseppe Vacca, Biologo, Osservatore delle dinamiche politiche del nuovo millennio
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