
I compagni Laura Stochino e Nicola Culeddu hanno preso, per conto di Rifondazione Comunista, posizione sul gasdotto GALSI. Condivido la sostanza del comunicato, che vi propongo.
Esiste un altro piano energetico per la Sardegna? Le nostre riserve sul GALSI
Cagliari 22/11/2011
Il partito della Rifondazione Comunista in merito al progetto GALSI, ritiene che vi sia una questione politica da chiarire prima di entrare nel merito dei dati tecnici ed economici della proposta presentata: il coinvolgimento delle popolazioni nel cui territorio è previsto il passaggio del gasdotto, e un successivo dibattito in Consiglio regionale che tenga conto delle loro osservazioni.
In ogni caso riteniamo importante non sottrarci all’attuale confronto di merito sul progetto. A tale proposito indichiamo, in base alle informazioni di cui disponiamo allo stato attuale, i punti che devono a nostra avviso essere presi in considerazione prima di giungere alla realizzazione del GALSI:
1. Partendo dagli indirizzi scaturiti dalla vittoria referendaria di primavera, il governo regionale deve indirizzare le risorse disponibili allo sviluppo delle energie rinnovabili. Tale sviluppo di energie rinnovabili renderà la Sardegna autosufficiente, anche in relazione alla presenza di industrie energivore che vanno difese fino alla loro conversione.
2. Un progetto di sviluppo energetico deve fornire garanzie di rispetto delle risorse ambientali e archeologico-culturali che sono parte importante per il rilancio economico dell’isola. Ad oggi il GALSI non ha fornito una tale rassicurazione.
3. Perché la Sardegna non diventi un luogo di passaggio per guadagni e vantaggi esterni è necessario chiarire quale contropartita venga richiesta. Ad esempio, esiste un progetto per la ramificazione delle condotte e per la gestione del gas da parte dei comuni sardi che ne usufruiranno?
Infine non sembra affatto scontata l’esistenza di una convenienza economica dell’Italia e dell’Europa nella realizzazione del GALSI, in quanto non esistono dati certi sulla stessa capacità delle risorse algerine di far fronte all’esportazione una volta che quel paese, come si auspica, ne avrà bisogno per il proprio sviluppo, mentre è certo l’enorme investimento dichiarato a cui dovrebbero essere aggiunti i sempre avvenuti aggiornamenti in corso d’opera.
In conclusione, pur consapevoli dell’evidente carenza energetica dell’isola e dei costi elevatissimi dati dalla dipendenza dal petrolio, vorremmo essere certi che il GALSI non si riveli come l’ennesima megainfrastruttura pensata tenendo conto di inconfessabili esigenze dei centri di potere di dare a banche e a multinazionali ingenti capitali, senza nessuna reale ricaduta rispetto al costo dell’energie e alla sua gestione da parte della Sardegna. Se così non fosse, gli stessi capitali potrebbero servire a impostare una politica ambientale che intervenga sugli sprechi e realizzi una rete energetica che metta in connessione, dall’Africa al nord Europa, quanto si sta sviluppando con l’uso delle fonti rinnovabili nel rispetto degli ecosistemi e della volontà dei territori.
Laura Stochino
Segretaria regionale PRC Sardegna
Nicola Culeddu
Responsabile regionale ambiente
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