Il Consiglio regionale ieri ha approvato una legge regionale sugli usi civici che è un regalo a chi non ama ambiente e paesaggio: http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2013/07/30/cinquanta-consiglieri-regionali-sardi-approvano-il-nuovo-editto-delle-chiudende-senza-vergogna/
Capisco che il centrodestra preferisca il cemento alla sostenibilità, ma che la legge venga votata dal cosiddetto centrosinistra mi rattrista molto.
Ieri, probabilmente fuori tempo massimo, insieme a Giovanni Sistu e Giovanni Dore, abbiamo inviato una lettera ai capigruppo e consiglieri del cosiddetto centrosinistra. Ve la propongo.
Enrico Lobina
Ai presidenti di gruppo
Partito Democratico
SeL-Sardigna Libera
Ai consiglieri regionali
Radhouan Ben Amara
Adriano Salis
Giuseppe Stocchino
SEDE
Oggetto: Sulla proposta di legge regionale n. 537 del 2013. Opponiamoci alla speculazione sugli Usi Civici e i Beni Paesaggistici.
Gentili onorevoli,
vi scriviamo sulla proposta di legge in oggetto, manifestandovi fin dal titolo che l’unico atteggiamento corretto sarebbe quello di non sostenerne i principi cardine, opponendovisi in sede di discussione consiliare.
La proposta al 2° punto dell’art. 1 deroga le disposizioni di cui alla legge regionale 14 marzo 1994, n. 12 (Norme in materia di usi civici. Modifica della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 concernente l’organizzazione amministrativa della Regione Sardegna), delegando i Comuni alla ricognizione generale degli usi civici esistenti sul proprio territorio, e stabilendo al 3° punto che “a tal fine i comuni, oltre a documentare il reale sussistere dell’uso civico, possono proporre permute, alienazioni, sclassificazioni e trasferimenti dei diritti di uso civico ” e che “costituiscono oggetto di sclassificazione del regime demaniale civico in sede di ricognizione generale e straordinaria anche i casi in cui i terreni sottoposti ad uso civico abbiano perso la destinazione funzionale originaria di terreni pascolativi o boschivi ovvero non sia riscontrabile né documentabile la originaria sussistenza del vincolo demaniale civico”, cioè la maggioranza dei terreni demaniali civici.
Si tratta di un provvedimento teso alla sdemanializzazione progressiva della nostra isola. Un comune è molto più debole della Regione nel difendersi da attacchi speculativi che conosciamo. Il comune, inoltre, interverrebbe in un settore in cui i demani civici sono, per espressa previsione di legge, proprietà dei cittadini e non dei comuni.
Mi pare chiaro come questa proposta faccia il paio con il Piano Casa e con l’antecedente legge n. 20, detta “scempia stagni”, già impugnata dal Consiglio Dei Ministri presso la Corte Costituzionale. Più in generale, è un tassello organico al disegno dell’attuale maggioranza, teso allo smantellamento delle norme previste dal Piano Paesaggistico Regionale e a favorire la cementificazione selvaggia del territorio.
Sul piano della legittimità, essendo i terreni a uso civico tutelati con vincolo ambientale e paesaggistico, si può evincere una palese incostituzionalità per violazione delle competenze statali in materia di tutela dell’ambiente. Vorrei inoltre sottolineare la grave inopportunità del fatto che, se la proposta di legge venisse approvata, renderebbe inutile il lavoro e il grosso impiego di risorse economiche sostenuto in questi anni la Regione Sardegna per compilare l’Inventario generale delle terre civiche, di cui al link http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=215979&v=2&c=1306&t=1.
Vi sono, inoltre, alcuni comuni che non sono all’interno dell’inventario, per i quali la Regione Sardegna sta investendo ulteriori risorse.
La proposta prevede deleghe alle amministrazioni comunali senza prevedere dei concreti meccanismo di consultazione/intervento dei reali e diretti proprietari dei terreni ad uso civico, cioè i cittadini.
Su un piano politico per l’opposizione sostenere i principi di questa proposta significherebbe non marcare una distanza netta dalle politiche di maggioranza su un tema chiave come quello della tutela paesaggistica. La prassi della tutela ambientale, invece di quella del consumo speculativo del territorio, svolge una funzione cardine rispetto a due visioni complessive e alternative di modello di sviluppo possibile per la Sardegna.
Proprio la tutela ambientale, a dispetto della cementificazione selvaggia, ha caratterizzato positivamente l’azione delle più recenti giunte di centrosinistra che hanno governato l’isola.
Un centrosinistra che, con le prossime elezioni regionali alle porte, voglia candidarsi ad essere davvero alternativo rispetto alla politica del Governo Cappellacci non può non considerare strategica una chiara opposizione una proposta di legge come questa.
Certo di avere da Vostra un pronto e favorevole riscontro vi porgo i miei più cordiali saluti.
Cordialità,
Enrico Lobina
Consigliere comunale, Cagliari
Giovanni Sistu
Professore di geografia, Università di Cagliari
Giovanni Dore
Consigliere comunale, Cagliari
Cagliari, 30 luglio 2013
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