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SARDIGNA NO(V)A Un NEW DEAL per la SARDEGNA del terzo millennio: appunti per un nuovo inizio, di Salvatore Cubeddu

April 18th, 2014  |  Published in In evidenza, Mondo, Politica  |  1 Comment

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Questa nota segue la nota http://www.enricolobina.org/wp/2014/04/14/cagliari-per-francesco-cocco-alcune-riflessioni/

Salvatore Cubeddu, originario di Seneghe, dopo gli studi a fine anni sessanta in Sociologia a Seneghe, è stato, tra le altre cose, segretario della FSM (Federazione Sarda Metalmeccanicos), Sindaco di Seneghe ed editorialista dell’Unione Sarda. Oggi è direttore della Fondazione Sardigna, ed è protagonista di un intenso dibattito culturale.
Tagliando i concetti con l’accetta, lo potremmo definire un ruralista.
Nel documento che presentiamo vi è una proiezione della Sardegna da qua a cinquant’anni.

Significativamente, il documento parte da una analisi dell’alluvione di Olbia. Raramente, tra progressisti, parliamo di Olbia. E’ un tema che scompare nei nostri dibattiti. Colpa nostra, naturalmente, ma forse anche colpa dei compagni e degli amici olbiesi. Boreddu è tagliente: “Olbia è la città della ‘Sardegna da bere’ degli ultimi quarant’anni della decadenza sarda. Sviluppo a spese del territorio, soldi facili e tanti, caos edilizio, melting pot subalterno”.

E poi, in Sardegna, gli incendi, gli immensi problemi sanitari, ed una doppia apocalisse. La seconda potrebbe essere “la fine di certi comportamenti e la promozione di nuovi”.
La domanda è una: “Come spenderemmo i miliardi se, per una qualche benefica resipiscenza dello Stato italiano, ci venisse restituito il mal tolto degli ultimi decenni? Come spenderemmo i soldi pubblici nel creare lavoro: per fare che cosa? Chi agirebbe? Secondo quale nuova idea di Sardegna?

Come ricostruire Olbia dopo l’alluvione, come far rinascere i paesi ormai morti e quelli morenti, come rispondere al centralismo che l’abolizione delle province rischia di portare con sé?
Per Cagliari la proposta è chiara: abbandonare il ruolo di capitale dell’amministrazione, per diventare capitale economica e morale. “Cagliari ha le potenzialità di diventare per la Sardegna quella che Milano è per l’Italia, New York per gli USA (pur essendo Washington la capitale), Rio de Janeiro per il Brasile (con Brasilia costruita ex novo). Non più rinserrata in un castello dove racchiudersi e difendersi, ma città guida nella prosperità, nella cultura e nell’arte”.
E l’Università? Fondere Cagliari e Sassari, per rimanere nelle sedi di Cagliari e Sassari, o pensare altro?

Per quanto riguarda le modalità di spendita delle risorse di un nuovo new deal, le proposte sono risanamento dei territori e sovranità alimentare, nonché grandi interventi di lavori pubblici sulla rete infrastrutturale (strade e ferrovie).
Sul fronte linguistico, il tema è l’emergenza linguistica. “Esiste un parallelo indiscutibile e impressionante tra la perdita della lingua e la perdita della nostra economia, tra l’espropriazione culturale e l’espropriazione delle nostre risorse”
Le soluzioni proposte da Cubeddu sono chiare e visionarie: Sassari e Cagliari capoluoghi di provincia, Nuoro centro dell’Università di Sardegna, non lontano da Oristano la capitale di Sardegna, in modo che i suoi dipendenti possano vivere nei paesi.

Le conclusioni sono altrettanto oneste e forti: “alla facile osservazione di utopia rispondo con la richiesta di altrettante soluzioni alternative alla elencazione dei problemi inizialmente esposti. Alla preoccupazione sulla scarsità dei finanziamenti c’è l’esperienza del new deal degli anni trenta, non solo in America: la scelta dei lavori pubblici viene fatta appunto nei tempi di crisi”.

Cubeddu non esamina la politica internazionale, le regole dell’Unione Europea, ed una strategia di fuoriuscita anche da quelle dinamiche. Così come non viene esaminato il ruolo dello Stato italiano in Sardegna negli ultimi decenni.
Sul merito dei problemi, risponderò nei prossimi giorni congiuntamente agli interrogativi di Cocco e Cubeddu.
Qua mi limito ad alcune osservazioni:
– Dobbiamo assolutamente dare una risposta allo spopolamento di tutte le aree interne della Sardegna. Se la politica non lo fa, sta automaticamente sostenendo il progetto inverso, il quale è peraltro una tendenza mondiale costante e potente;
– Chi olleus fueddai de bilinguismu, depeus essi is primus a scriri e fueddai in sardu. Deu seu su primu chi tenidi medas difficurtadis a ddu fai, e pero depeus cumenzai.

 

New deal in sardegna

 

 

 

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