Il badante perfetto, di Chiara Teresa Perra, è un libretto simpatico, nonostante il tema. E’ la caratterizzazione di due personaggi, i protagonisti, Alma e Delius, una ipotetica ottantenne e un ipotetico badante.
E’ un libro sulla vecchiaia, la grande novità del nostro presente.
Non che prima non ci fosse, di sicuro non c’era nella quantità e qualità che vediamo ora. In Sardegna, ma un po’ in tutta Europa, gli anziani sono moltissimi rispetto ai giovani, spesso non hanno reti di supporto, e con la terza età cominciano una nuova esistenza.
E’ una vecchiaia senza figli e nipoti. E quando ci sono sono molto pochi.
Leggendo questo libro mi sono tornati alla mente due libri divorati negli ultimi anni sul tema.
Da una parte “Annientare” di Houellebeq. Houellebeq, così come in altri suoi libri, prima degli altri riesce, con un romanzo epocale, a tratteggiare il dramma (uno dei drammi) della società di oggi. Gli anziani vengono marginalizzati, nascosti, la famiglia di trova ad affrontare spietate dinamiche assistenziali, in totale solitudine. E poi c’è l’eutanasia e il tema della dipendenza fisica.
Il tema della dipendenza fisica è il centro del libro di Chiara Teresa Perra.
Un altro libro recentemente letto sul tema è “L’età sperimentale”, di Erri De luca, scritto con Inès de la Fressange. Questo, molto meno interessante e consigliato del primo, affronta la novità della vecchiaia e come “ho la strana sensazione che nessuno è stato vecchio prima di me”. Un libro per molti aspetti scontato.
Il libretto di Chiara Teresa Pinna è la caratterizzazione di alcuni personaggi, innanzitutto Alma e Delius.
Alma e Delius vivono. Alma e Delius si confrontano e vivono insieme. Ognuno mostra le proprie psicosi e la difficoltà di quella situazione, una situazione nuova per loro e, forse, per tutti.
Delius vive male, non accetta se stesso e, quindi non accetta gli altri, come si trova nel libro “scappa da se stesso”.
Delius è soverchiante, opprimente, la sua energia la sfoga su di lei.
Contemporaneamente la vuole compiacere e, per esempio, non parla della sua vita privata.
Alma, d’altra parte, vive una libertà parziale e se ne rammarica; contemporaneamente, Delius è per lei indispensabile.
Di Delius sappiamo che è orfano ed ha due fratelli, Brutus e Narcisus. Ha un amico, Silvester, conosciuto durante gli anni trascorsi in orfanotrofio.
Brutus e Narcisus si sono trasferiti in Islanda (c’è l’elemento della lontananza e della esoticità).
Il libretto è anche un viaggio interiore, anche sotto forma di diario.
E Delius non siamo forse tutti noi, in questo mondo nevrotico, che ci rende nevrotici, oppressivi e violenti (quanto meno verbalmente)?
Delius, infatti, non è il male, è anche paziente, vuole andare in vacanza con Alma etc.
Il libretto, verso la fine, poi vira da una parte in una visione onirica e, dall’altra, ad un tono quasi da manifesto.
Buona lettura! Lo presentiamo il 9 novembre a Quartu, alle 18:00. Venite?