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Perché una rubrica sulle nevrosi?

Secondo la Treccani “per nevrosi intendiamo oggi un disturbo della psiche, che trova le sue origini nella storia personale dell’infermo, nelle sue passate esperienze emotive, male assimilate e risolte, e che si manifesta o in sintomi che possono essere clinicamente messi in evidenza (come, per es., idee ossessive, fobie, insonnia, disfunzioni neurovegetative), o in una malformazione generale del carattere.

Pur nella molteplicità dei sintomi, si lascia sempre intravedere una base caratteriale, che tutti li riunisce, un modo della persona di comprendere sé e altrui, un abnorme atteggiamento dell’individuo verso la vita, raggiunto attraverso la malattia”.

La vita individuale non è distaccata dalla vita sociale. Vedo una Sardegna vittima di nevrosi ed ansie, che si manifesta in fenomeni di massa che distruggono le nostre esistenze.

Frantz Fanon, con “I dannati della terra” ed altre sue opere, ha studiato come lo sfruttamento e l’alienazione coloniale modifica la psiche di chi la subisce.

Nereide Rudas, ne “L’isola dei coralli” ed in altre sue opere, in una elaborazione fecondissima, ha scandagliato le profondità itinerarie e psicologiche dei sardi.

Nel mio piccolo, proporrò di guardare ad alcuni fenomeni sociali collettivi con queste lenti. Se altri lo vorranno fare, sono i benvenuti.

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